La prima intervista di Close Listen

1 Nov. 2019
Se oggi il rap a Roma suona così è anche grazie a Close, ma per qualche motivo non aveva mai rilasciato un’intervista: allora gliel'abbiamo fatta noi a un suo live per Havana Tour in da Club.

Questo articolo fa parte del progetto di Havana Club in collaborazione con Vice in occasione dell'Havana Tour In Da Club. Leggi l'articolo originale di Martina Lodi su Vice.com. Puoi trovare tutti gli altri contenuti sul tour a questo link.

“Era una scuola parecchio pesante, in realtà, però è vero: dai Tauro alla 126, la DPG… Ci siamo conosciuti tutti là, al liceo, prendevamo l’autobus insieme”, mi dice Close Listen. Perché buona parte della scena romana, quella che si muove tra Roma centro e Trastevere ed è letteralmente esplosa da qualche anno a questa parte, viene in realtà dallo stesso liceo: il Virgilio, in via Giulia 38. “È la cosa bella delle collaborazioni che facciamo: non nascono per fare il pezzo con quello famoso, sono genuine, di pancia” mi dice al telefono. Non siamo riusciti a beccarci di persona, dato che in queste settimane Close sta suonando in giro per l’Italia per un tour organizzato da Havana Club, e quando l’ho sentito stava su un regionale che dalla Liguria l’avrebbe portato a prendere una coincidenza per Roma.

Sono due anni, cioè dal primo TauroTape fino all’ultimo Alpha Centauri, che Close è di fatto diventato la quarta colonna dei Tauro Boys, un collettivo che in molti chiamano “boyband” e sono in effetti, coi loro visi puliti e le barre limpide, i nostri Backstreet Boys della trap. Pava, Maximilian e Prince rappano con grande semplicità testi vulnerabilissimi e a volte al limite dell’assurdo sui beat rarefatti di Close, ma dietro c’è un lavoro difficile: "Soprattutto quando abbiamo iniziato eravamo parecchio ingenui, però penso che oltre all’ispirazione ci voglia un po’ di senso pratico. Devi pensare che alla fine questo è un lavoro. All’inizio coi Tauro io volevo stare dietro a tutto. Facevo le basi, producevo i pezzi, mi svegliavo la mattina e pensavo a come avremmo potuto girare i video", aggiunge Close.

Insomma, non è scontato che tra il produttore e le persone che sulla base dicono delle cose sopra si crei una sinergia così forte, che rende il sound di un gruppo come i Tauro Boys tanto vario quanto, nel complesso, iper definito e sempre coerente con se stesso. Dopo due serate di Halloween—la mia a Milano e la sua al Covo di Portofino, insieme a Sgamo—particolarmente impegnative, ci siamo quindi sentiti al telefono per provare a dirci un po’ di cose sulla sua vita e sulla sua carriera musicale.

Close Listen al Covo di Nord Est a Portofino

Noisey: Lavori con la Tauro dal primo tape, ma non hai iniziato a produrre per loro. Quando hai iniziato a fare i primi beat?
Close Listen: Ho iniziato a produrre quando avevo diciotto anni, ma ho sempre ascoltato tantissima musica. Quando ci siamo trasferiti a Roma da Siena mio padre lavorava in radio, quindi l’ho sempre un po’ avuta nelle orecchie. Finito il liceo, visto che una laurea me la dovevo prendere, mi sono iscritto alla Saint Louis a Roma, che è una scuola di musica. Ho studiato lì per quattro anni: produzione, ho imparato a suonare il pianoforte, anche cose teoriche di cui mi sembrava che non mi fregasse niente. Tutto. Appena ho potuto mi sono aperto il primo studio a Roma, i primi due TauroTape li abbiamo aperti e chiusi lì.

Mi dicevi che tuo padre è un grande ascoltatore di musica, però ovviamente viene da un’altra generazione. Qual è il suo approccio alla roba che fai tu e alla trap?
Mio padre è mega fan di Bruce Springsteen, calcola, durissimo. Alle mie cose si è avvicinato, ovviamente, però con calma. Prima con alcune cose del TauroTape 2 e poi di più con Alpha Centauri. È una questione di sonorità per lui, per esempio le cose che sto facendo adesso con Lil Jolie a lui piacciono tantissimo.

"Per me la cosa più importante è riuscire a comunicare con più persone possibili, e che per farlo devi renderti comprensibile."

I suoni della Tauro poi non sono delle trappate vere e proprie, con la 808 pesantissima i BMP a mille.
No, infatti, sono dei suoni anche più morbidi se vuoi. I primi tape sono più sperimentali: ci sono dei pezzi parecchio storti, con Alpha Centauri mi sono un po’ calmato. All’inizio avevo voglia di fare solo cose scombinate, invece ultimamente mi sono reso conto che per me la cosa più importante è riuscire a comunicare con più persone possibili, e che per farlo devi renderti comprensibile. Con Alpha Centauri anche i testi sono diventati più immediati, ci siamo mossi un po’ di più verso il pop.

Su Alpha Centauri però per la prima volta il produttore non sei solo tu.
Sì, abbiamo lavorato anche con altri perché da una parte volevamo provare anche degli altri suoni, dall’altra lavorarci da solo, da produzione a mixaggio eccetera, sarebbe stato impegnativo, visto che dovevamo uscire con una major.

So che Alpha Centauri è stato registrato negli studi di Thaurus a Milano, tu lavoravi a distanza?
No, mi sono spostato a Milano per un anno circa, anche per lavorare al disco. Io sono un po’ zingaro: mi sono trasferito a Roma da Siena alle elementari, poi ho vissuto a Torino, mi piace cambiare. Milano è assurda, in un anno ho conosciuto mille persone ma rispetto a Roma è un altro mondo.

Anche nella poetica dei Tauro, Roma è un po’ un posto dell’anima.
Io mi ci sono trasferito a dieci anni, sono andato a scuola lì, al Virgilio ho conosciuto Tutti Fenomeni, Franco, Ketama… non so se si possa fare un confronto, a Roma c’è più cuore, anche nella musica. Invece a Milano ci sono mille cose da fare, tantissime persone ma c’è più testa, è più fredda. Roma adesso sembra quasi che stia esplodendo più di Milano, musicalmente, però tantissima gente di Roma ora si sta trasferendo a Milano. Anche io sto cercando casa per potermi appoggiare quando salgo.

"Su SoundCloud è pieno di ragazzini che si ispirano a cose nuove e che se ne fregano finalmente di cosa è rap, di cosa è trap, di cosa è pop. Fanno la roba loro."

La collaborazione con Lil Jolie come è nata? So che lei è di Napoli, quindi non è proprio dentro alla scena romana.
L’ho beccata su SoundCloud, che è dove ascolto musica quasi tutto il tempo. Mi è sembrata subito una Lil Peep italiana, caricava i pezzi dove cantava su questi beat pieni di chitarre. Io stavo a Milano, dovevamo chiudere Alpha Centauri e le ho detto di rallentare, di non buttare via i pezzi caricandoli a manetta, però non riuscivo a darle tutta l’attenzione che volevo perché appunto ero preso anche dall’altro progetto. Lei è stata bravissima, super comprensiva e paziente, e adesso stiamo lavorando insieme. Ha un sacco di singoli pronti, e da poco abbiamo firmato con Warner, con cui ci troviamo da dio. Stiamo lavorando anche con Vipra, dei Sxrrxwland, che ha una scrittura super delicata, sensibile.

SoundCloud come ti sembra? Anche da noi ormai è emersa gente da lì.
Per me è una bomba, è freschissimo. Io ascolto quasi solo roba da lì, voglio sempre sentire cose nuove, mi annoio subito. Conta che io non ho nemmeno la patente, quindi passo le giornate sui mezzi o a piedi, sempre con le cuffie nelle orecchie. Su SoundCloud è pieno di ragazzini che si ispirano a cose nuove—alla Tauro per esempio—e che se ne fregano finalmente di cosa è rap, di cosa è trap, di cosa è pop. Fanno la roba loro.

Oltre ai progetti per altri, hai piani per far uscire lavori da solista?
Se faccio uscire un disco intero sarà un disco mio, ci metterò sopra vari artisti… Non solo trap però eh, tutto quello che mi piace. Non m’interessa fare un disco trap a tutti i costi.

Con i beat invece come lavori?
Per me è stato fondamentale aver studiato pianoforte, la voglia di cercare la melodia mi viene anche da lì. C’è sempre qualcosa che mi manda in fissa—magari mi viene un’idea oppure sento un giro di chitarra—e parto da lì per fare un pezzo che segua quell’ispirazione. In genere campiono poco, anche se in alcuni casi l’ho fatto, per esempio con "Xelisa" dei Tauro. Lo facevo di più prima, per un po’ con la trap si usava tanto campionare. Per me è fondamentale che sia piacevole anche senza una persona che ci canta sopra. È una delle ragioni per cui Alpha Centauri suona in modo diverso dagli altri tape: alcuni fan se la sono presa, però non si possono ascoltare sempre cose tutte uguali. E poi gli altri Tape rimangono fuori, mica li togliamo!

Stare in mezzo ai rapper per anni non ti ha mai fatto venire voglia di rappare?
In realtà non sono proprio capace. Non mi viene da esprimermi scrivendo, non sarei bravo. Quando una cosa mi riesce mi piace continuare a farla e rifarla e insistere su quella, con le produzioni è stato così. Ci ho messo tempo per riuscire a fare delle cose belle, mi ci sono applicato: da ragazzino volevo fare il calciatore, come tutti, poi mi sono reso conto che non era fattibile e mi sono impuntato su questa cosa della musica. Probabilmente se avessi provato a imparare a rappare per anni adesso sarei capace, ma non mi interessava.

"Per me è stato fondamentale aver studiato pianoforte, la voglia di cercare la melodia mi viene anche da lì."

Però lavori con artisti che hanno una penna molto lirica, da Lil Jolie a Tutti Fenomeni, a suo modo.
Forse alla fine quella vena un po’ ce l’ho anche io, un po’ presa male. Giorgio, Tutti Fenomeni, per me è bravissimo, ha una testa incredibile, si legge delle cose… è stato lui a presentarmi i Tauro, quando avevo lo studio di registrazione a Roma, perché lui un po’ girava con loro e io invece non li conoscevo. Dal Virgilio dopo un paio d’anni me ne sono andato. Lavora ai suoi progetti con una cura incredibile, e poi dicono che fa lol rap ma secondo me non è lol per niente: dire che la cocaina uccide meno dei carboidrati non fa ridere, è un’iperbole ma è una cosa vera. Non esiste ironia senza un fondo di verità dietro.

I set di Close e Sgamo sono stati la conferma che il suono urban si è ormai preso tutto—anche lontano dalle metropoli e dalle periferie, i macro-luoghi che hanno dato origine alla cultura hip-hop. Dire "Portofino" in musica significa pensare subito al classico di Fred Buscaglione, "Love in Portofino", una canzone senza tempo che evoca le atmosfere dolci e rarefatte della riviera ligure baciata dal sole—ecco, oggi la riviera la cantano Tedua, Izi e i ragazzi di Wild Bandana, che riescono a trovare poesie anche nei palazzoni delle Lavatricinegli angoli di Lagaccioper i carruggi del centro.

Al Covo di Nord Est, club che ha ospitato la quinta data di Havana Tour In Da Club, era palese l'entusiasmo dei ragazzi del luogo per la selezione musicale. Close e Sgamo, infatti, hanno lavorato sull'unione tra passato e presente, così da sottolineare le radici di questa cosa splendida e complessa che è il rap in Italia e nel mondo oggi. È stato un Halloween particolare, senza maschere, trucchi o travestimenti—ed è giusto così, dato che il fondamento della cultura hip-hop è la realness, la verità, l'assenza di barriere.

Martina è su Instagram.
Tutte le foto della serata le trovi sulla pagina Facebook Havana Club